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Maternità
Come si comunica lo stato di gravidanza?
La dipendente deve comunicare il proprio stato di gravidanza compilando l'apposito modulo scaricabile dal sito unimib ed inviandolo all'ufficio gestione p.t.a., avendo cura di allegare il certificato del medico specialista che attesti lo stato di gravidanza e la data presunta del parto (ai sensi del D.lgs. n. 151/2001).
Quanto dura il congedo obbligatorio di maternità?
Il congedo obbligatorio di maternità inizia 2 mesi prima la data presunta del parto e termina 3 mesi dopo il parto. Se il parto avviene prima della data presunta del parto il congedo post partum si conclude comunque allo scadere del terzo mese successivo la data presunta del parto.
Quando nasce il bambino cosa deve fare la dipendente?
La madre, entro 30 giorni dalla data del parto, deve inviare all'ufficio gestione p.t.a il certificato di atto di nascita, da cui si evincano i dati anagrafici del bambino, rilasciato dal Comune o dall'Ospedale in cui è nato il bambino.
Che cos’è il congedo parentale e chi ne ha diritto?
E' un congedo che può essere usufruito sia dal padre che dalla madre nei primi 8 anni di vita del bambino, per un periodo complessivo continuativo o frazionato, di 10 mesi, elevabile a 11 mesi qualora il padre usufruisca del congedo per almeno tre mesi continuativi.

In particolare, la madre lavoratrice, trascorso il periodo previsto di congedo obbligatorio dopo il parto, può fruire entro l'ottavo anno di età del bambino (compreso il giorno in cui il bambino compie 8 anni) di un periodo di congedo parentale, continuato o frazionato, non superiore a 6 mesi ed il padre lavoratore di un'astensione facoltativa, continuativa o frazionata non superiore a 7 mesi (nel rispetto del limite di 11 mesi fra entrambi i genitori), anche frazionati.

Modalità di fruizione e di computo del congedo parentale
I periodi di congedo parentale possono essere usufruiti contemporaneamente da entrambi i genitori. Sono frazionabili, ma tra un periodo e l'altro di congedo parentale deve esservi una ripresa effettiva del lavoro. Nel periodo vanno computati tutti giorni (anche i giorni festivi e non lavorativi) fino al rientro al lavoro del/la dipendente. Il congedo parentale è usufruibile a giornate intere.

La richiesta di congedo parentale va presentata con almeno 15 giorni d'anticipo.

Qual è il trattamento economico del congedo parentale?

Se fruito entro il terzo anno di vita del bambino:

  • Primi 30 giorni retribuiti al 100%;
  • Dal 2° al 6° mese retribuzione al 30%
  • Dal 7° al 11° mese: - retribuzione al 30% se il reddito individuale dell'interessato è inferiore a 2,5 volte l'importo del trattamento minimo di pensione a carico dell'assicurazione generale obbligatoria. Il reddito è determinato secondo i criteri previsti in materia di limiti reddituali per l'integrazione al minimo

Se fruito oltre il terzo anno di vita e fino all'8° anno di vita del bambino:

  • retribuzione al 30% se il reddito individuale dell'interessato è inferiore a 2,5 volte l'importo del trattamento minimo di pensione a carico dell'assicurazione generale obbligatoria. Il reddito è determinato secondo i criteri previsti in materia di limiti reddituali per l'integrazione al minimo
Cos’è la flessibilità del congedo obbligatorio?
Ferma restando la durata complessiva del congedo di maternità di 5 mesi, le dipendenti hanno la facoltà  di astenersi dal lavoro a partire dal mese precedente la data presunta del parto e nei quattro mesi successivi al parto.
Come va richiesta la flessibilità del congedo obbligatorio?

La dipendente deve presentare nel corso del settimo mese di gravidanza (almeno 15 giorni lavorativi prima dell'inizio del periodo di congedo obbligatorio) all'Ufficio Gestione Presenze il modulo di richiesta flessiblità con allegato il certificato del medico specialista (anch'esso redatto nel corso del settimo mese di gravidanza) che attesti che la dipendente è in condizione di poter lavorare fino all'ottavo mese e che tale opzione non arreca pregiudizio alla salute della gestante e del nascituro. L'ufficio gestione p.t.a, tramite il Servizio prevenzione e protezione, trasmette la domanda di flessiblità al medico del lavoro che rilascia l'eventuale autorizzazione.

Se il medico specialista certifica che la dipendente sta portando avanti una gravidanza a rischio e quindi che deve andare in maternità anticipata cosa si deve fare?

La lavoratrice in gravidanza a rischio deve inoltrare apposita istanza alla ASL competente per territorio (fa fede la residenza della dipendente) al fine di ottenere l'autorizzazione ad assentarsi dal lavoro prima che inizi il periodo di astensione obbligatoria. L'amministrazione, dopo aver ricevuto attestazione da parte della ASL colloca la dipendente in maternità anticipata, retribuita al 100%.

In caso di malattia del figlio si ha diritto ad un permesso?

I genitori hanno diritto a 30 giorni retribuiti l'anno per malattia del figlio, fino al compimento del terzo anno di vita del bambino (il periodo di riferimento si calcola dalla data di nascita del bambino). I 30 giorni sono di calendario. I restanti periodi sono senza retribuzione (art. 47 dlgs 151/2001  e art. 31, comma 5, CCNL 2006/2009).

Per richiedere questi permessi deve essere compilato l'apposito modulo scaricabile dal sito unimib, con allegato il certificato del medico pediatra che attesti la malattia del bimbo e la necessità di cure materne/paterne.

Se il bambino ha dai tre agli otto anni il genitore ha diritto a 5 giorni l'anno non retribuiti per malattia bimbo sempre compilando l'apposito modulo e allegando il certificato medico.

Il congedo per malattia del bambino può sospendere, a richiesta, il congedo parentale


  
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- ultimo aggiornamento di questa pagina 18/04/2016