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Ricostruzione carriera
Quando si chiede la ricostruzione di carriera?

All’atto della nomina ad ordinario, della conferma ad associato e a ricercatore.

A chi deve essere presentata la domanda per la ricostruzione della carriera?

L’interessato deve presentato il modulo, debitamente compilato e documentato, all’Ufficio Gestione Carriere e Affidamenti, entro un anno dalla conferma in ruolo.

Quanti anni possono essere riconosciuti?

Il limite massimo è di 8 anni.

Quali servizi vengono riconosciuti e in che misura?

Professori ordinari: per 2/3 viene riconosciuto il servizio prestato in qualità di professore associato e di professore incaricato, per la metà il servizio prestato in qualità di ricercatore universitario o di enti pubblici di ricerca, di assistente di ruolo o incaricato, di assistente straordinario, di tecnico laureato, di astronomo e ricercatore degli osservatori astronomici, astrofisici e vesuviano, di curato degli orti botanici e di conservatore di musei e per un terzo il servizio prestato in una delle figure previste dall’art. 7 della Legge 28/1980, nonché in qualità di assistente volontario.
Professori associati: è riconosciuto per due terzi il servizio prestato in qualità di professore incaricato, di ricercatore universitario o di enti pubblici di ricerca, di assistente di ruolo o incaricato, di assistente straordinario, di tecnico laureato, di astronomo e ricercatore degli osservatori astronomici, astrofisici e vesuviano, di curato degli orti botanici e di conservatore di musei e per la metà il servizio prestato in una delle figure previste dall’art. 7 della Legge 28/1980, nonché per un terzo in qualità di assistente volontario.
Ricercatori: per due terzi l’attività effettivamente prestata nelle università in una delle figure previste dall’art. 7 della Legge 28/1980.

Il riscatto degli anni di laurea è utile ai fini della ricostruzione della carriera?

No, è utile solo ai fini del trattamento di quiescenza.

I periodi di insegnamento prestati nelle scuole secondarie vengono riconosciuti?

Si, sono assimilati al servizio prestato in una delle figure previste dall’art. 7 della Legge 28/1980.

Il servizio prestato in qualità di assegnista di ricerca è riconosciuto?

Si, anche se la norma che ha istituito gli assegni di ricerca è successiva alla Legge 28/1980, tuttavia, nell’art. 7 vengono individuate alcune categorie di soggetti titolari di borse ed assegni rispetto alle quali la posizione degli assegnisti di ricerca presenta degli elementi di analogia.

Le borse di dottorato e post-dottorato sono riconosciute ai fini della ricostruzione della carriera?

No, il servizio svolto in qualità di allievo borsista per la frequenza del dottorato di ricerca (e post-dottorato) non è computabile ai fini della ricostruzione di carriera.
La normativa di riferimento prevede che il periodo di frequenza del dottorato di ricerca è valutabile "ai soli fini del trattamento di quiescienza e di previdenza con oneri a carico del richiedente".

E' possibile chiedere il riconoscimento dei servizi prestati all'estero?

Si, anche se l’iter è più lungo rispetto al normale riconoscimento dei servizi prestati.
L’interessato deve presentare l’apposito modulo debitamente compilato e documentato all’Ufficio Gestione Carriere e Affidamenti che provvederà ad inoltrare la pratica al MIUR.
Il MIUR, attraverso il MAE, verificherà le informazioni riguardanti le attività svolte presso le varie Università, dopodiché la pratica verrà trasmessa al CUN per il parere definitivo.
Dopo l’arrivo del Decreto Interministeriale verrà emesso il decreto di ricostruzione di carriera.

 


  
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- ultimo aggiornamento di questa pagina 04/03/2016