Inizio della pagina -
Logo dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca
|
Visita la Versione ad elevata leggibilità
|
Vai al Contenuto della pagina
|
Vai alla Fine dei contenuti
|
Vai al Menu Principale
|
Vai alla Barra di navigazione (sei in)
|
Vai al Menu di navigazione (albero)
|
Vai alla Lista dei comandi
|
Vai alla Lista degli approfondimenti
|
Vai al Menu inferiore
|
|Lista dei comandi|
Permessi e congedi
Cosa sono i permessi per gravi motivi?

Il dipendente a tempo indeterminato ha diritto a 18 ore di permessi retribuiti per nascita figli o per gravi motivi personali o familiari.

Possono rientrare nei gravi motivi:

  • assistenza domiciliare a familiari conviventi;

  • assistenza per ricovero ospedaliero di familiari, conviventi o non, entro il terzo grado;

  • visite mediche, terapie, prestazioni specialistiche o esami diagnostici;

  • inserimento figli a scuola materna o nido;

  • vaccinazioni e visite mediche dei figli;

  • impossibilità a raggiungere con qualsiasi mezzo di trasporto il posto di lavoro a causa di calamità o eventi eccezionali;

  • partecipazione a processi civili o penali, in qualità di attore, convenuto o testimone;

  • lutti di parenti di terzo grado o di affini di secondo grado.

Il dipendente è tenuto a compilare il modulo gravi motivi scaricabile dal sito unimib - servizi personale tecnico amministrativo e allegare l’apposita documentazione.

Quali sono i permessi retribuiti a cui il lavoratore ha diritto?

Presentando domanda e sulla base di apposita documentazione il dipendente ha diritto a permessi retribuiti nei seguenti casi:

  • partecipazione a concorsi od esami, limitatamente ai giorni di svolgimento delle prove: 8 giorni l’anno, fruibili anche a fasce orarie;

  • lutti per decesso del coniuge o di un parente entro il secondo grado (figlio, nipote, fratello, genitore, nonno) o di affine di primo grado (suocero, nuora, genero) o del convivente, purché la stabile convivenza con il lavoratore risulti da certificazione anagrafica: giorni 3 per evento; da utilizzare in prossimità dell’evento.

  • documentata e grave infermità, ai sensi dell’art. 4 comma 1, della legge 53/2000, del coniuge o di un parente entro il secondo grado (figlio, nipote, fratello, genitore, nonno) o del convivente, purché la stabile convivenza con il lavoratore risulti da certificazione anagrafica: 3 giorni l’anno.


Che permesso può essere utilizzato per il matrimonio?

Il dipendente ha diritto ad un permesso di 15 giorni consecutivi in occasione del matrimonio, fruibile entro i 10 giorni successivi al matrimonio stesso;va richiesto con un preavviso di almeno 15 giorni.

Quando possono essere usufruiti i congedi non retribuiti per motivi di famiglia?

Il dipendente può chiedere per documentati e gravi motivi familiari un congedo non retribuito, continuo o frazionato, non superiore a due anni.

La richiesta può essere fatta per i documentati e gravi motivi sotto elencati:

  • necessità familiari derivanti dal decesso del coniuge (anche legalmente separato) o del convivente, di un parente entro il secondo grado, di un affine di primo grado o di un affine entro il terzo grado portatore di handicap (anche non convivente);

  • le situazioni che comportano un impegno particolare del dipendente o della propria famiglia nella cura o nell’assistenza delle persone indicate al punto precedente;

  • le situazioni, anche di grave disagio personale, ad esclusione della malattia, nelle quali incorra il dipendente medesimo;

  • le situazioni, riferite ai soggetti di cui sopra, ad esclusione del richiedente, derivanti da una delle patologie indicate nell’apposito modulo.

E’ prevista un’aspettativa nel caso in cui il coniuge si trasferisca all’estero?

Il dipendente con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, il cui coniuge o convivente stabile presti servizio all’estero, può chiedere un’aspettativa senza assegni della durata del periodo in cui il coniuge o convivente stabile rimanga all’estero per ragioni di servizio.

L’aspettativa può essere revocata in qualunque momento per imprevedibili ed eccezionali ragioni di servizio.

Quando possono essere usufruiti i congedi per la formazione?

Per i dipendenti con anzianità di servizio di almeno 5 anni è possibile richiedere un congedo per la formazione, presentando apposita domanda che contenga l’indicazione dell’attività formativa che si intende svolgere, della data di inizio e della durata prevista della stessa. La domanda va presentata di norma almeno 30 giorni prima dell’inizio delle attività formative. La fruizione del congedo può essere differita fino ad un massimo di 6 mesi qualora la concessione del congedo possa determinare un grave pregiudizio alla funzionalità del servizio.

Se si frequenta un dottorato di ricerca è possibile chiedere un’aspettativa?

Per i dipendenti con rapporto di lavoro indeterminato è possibile richiedere un’aspettativa retribuita (con mantenimento del proprio stipendio ma con conseguente vincolo a rimanere nei due anni successivi presso l’amministrazione pena la restituzione del trattamento stipendiale) o non retribuita, per frequentare un dottorato di ricerca.

A quante ore di permesso per assemblea si ha diritto?

Il dipendente ha diritto a 12 ore l’anno di permessi retribuiti per partecipare, durante l’orario di lavoro, ad assemblee sindacali. La partecipazione alle assemblee sindacali va segnalata attraverso l’invio di una mail all’indirizzo ufficio.gestionepta@unimib.it, avendo cura di mettere a conoscenza il proprio responsabile, entro la scadenza indicata nella circolare della rilevazione della partecipazione all’assemblea che viene inviata dall’Area del personale successivamente ad ogni assemblea.

Se si vince un concorso in un’altra amministrazione è possibile chiedere un’aspettativa?

Sì, può essere chiesta un’aspettativa per superamento del periodo di prova; una volta terminato tale periodo senza aver manifestato l’intenzione di rientrare si decade dal diritto del mantenimento al posto cessando dal servizio.

Per andare a votare alle elezioni politiche, amministrative o ai referendum, si ha diritto ad un permesso retribuito?

No. In caso di necessità è possibile ricorrere all’utilizzo di un permesso non retribuito

Cosa sono i permessi elettorali?

Per le operazioni elettorali riguardanti le elezioni politiche, amministrative, europee o i referendum nazionali o regionali, i dipendenti nominati nel seggio elettorale (presidente, scrutatore, segretario, rappresentante di lista o di gruppo, rappresentanti dei partiti o dei gruppi promotori in caso di referendum) hanno diritto al recupero delle giornate festive (la domenica) o non lavorative (il sabato) destinate alle operazioni elettorali, nel periodo immediatamente successivo ad esse (martedì e mercoledì quindi). Se le operazioni elettorali si protraggono oltre le 24.00 del lunedì il martedì va considerato come giorno dedicato alle operazioni elettorali e pertanto le giornate con diritto al riposo saranno il mercoledì e il giovedì.


A chi spettano i permessi sindacali?

Spettano unicamente alle RSU ed ai dirigenti sindacali, indicati dalle OO.SS. rappresentative e da esse comunicati all’Amministrazione, nei limiti del monte ore assegnati alle OO.SS. ed alle RSU.


  
© 2005-2016 Università degli Studi di Milano-Bicocca -
Piazza dell'Ateneo Nuovo, 1 - 20126, Milano • tel. 02 6448 1 • Casella PEC: ateneo.bicocca@pec.unimib.it • P.I. 12621570154 • Amministrazione trasparente
- ultimo aggiornamento di questa pagina 16/06/2014