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Open Access
Che cos'è l'Open Access?

L'Open Access è un movimento nato all'interno del mondo accademico con lo scopo di favorire la disseminazione di un'informazione scientifica di qualità, promuovendo l'accesso libero e gratuito ai risultati della ricerca. L'Università di Milano Bicocca ha aderito ai principi dell'Open Access sottoscrivendo la Dichiarazione di Messina del 2004.

L'Open Access si concretizza in due strade:

  • Pubblicando su Riviste ad accesso aperto (si segnala il servizio DOAJ gestito dall'Università di Lund, Svezia), che garantiscono la peer review degli articoli e il mantenimento dei diritti di copyright agli autori. Nella maggioranza dei casi non vi sono limitazioni di licenze per la consultazione da parte dei lettori. Di conseguenza, i materiali possono essere utilizzati liberamente per la ricerca, la didattica o altri scopi non commerciali. Pubblicare ad accesso aperto però non è sempre sinonimo di una pubblicazione senza costi: a volte queste riviste coprono le proprie spese (processi editoriali, referee, gestione del server) chiedendo agli autori o alle loro istituzioni di contribuire versando una quota per ogni articolo accettato.
  • Auto-archiviando i propri lavori in Archivi ad accesso aperto, come gli archivi istituzionali (repository), ad esempio BOA. Con i repository istituzionali i prodotti della ricerca delle università sono liberamente accessibili attraverso il Web: si tratta di varie tipologie di documenti come articoli, contributi in libro, monografie, proceeding, tesi e brevetti. Nei repository gli autori catalogano le loro pubblicazioni e, qualora l’editore lo consenta, possono anche archiviare il PDF dei loro lavori nella versione pre-print (versione dell’articolo inviata alla rivista) o post-print (versione dell’articolo successiva alla peer review ma priva dei loghi editoriali).
    Per conoscere i dettagli sulle attuali politiche di copyright in merito all'auto-archiviazione dei più importanti editori scientifici internazionali, è utile consultare il portale del consorzio Sherpa/Romeo dell'Università di Nottingham.
    Laddove la politica editoriale non sia conosciuta, è possibile rivolgersi allo staff BOA (boa@unimib.it) che prenderà contatto con gli editori per verificare puntualmente l'archiviabilità dei documenti.
    Per ulteriori informazioni ti invitiamo alla consultazione delle nostre FAQ sul diritto d’autore.
Quali sono i vantaggi dell'Open Access?
  • Accorciare i tempi di diffusione dei propri studi, migliorando il ciclo della ricerca (diminuisce il tempo nel quale un'opera è pubblicata, citata e costituisce la base di nuovi studi).
  • Aumentare la visibilità, rendendo accessibili i propri lavori a tutti, anche agli studiosi di altre istituzioni che non sottoscrivono tutti gli abbonamenti delle singole riviste.
  • Accrescere il numero di citazioni, perché i più importanti motori di ricerca generalisti e disciplinari indicizzano i repository istituzionali.

Archiviando i PDF in BOA si può usufruire di tutti questi vantaggi: vuoi sapere come? Scarica il volantino BOA e l’Open Access.

Come diffondere l'Open Access?

Sono molte le iniziative per diffondere la cultura e la consapevolezza sull’Open Access, soprattutto in ambito accademico. A tale proposito dal 2009 è stata istituita l'Open Access Week.

Aderendo a questa iniziativa, l'Università di Milano Bicocca il 19 ottobre 2010 ha organizzato un seminario dal titolo "Pubblicare ad accesso aperto: i vantaggi per la ricerca, l'esperienza dei ricercatori".

E' possibile visualizzare e ascoltare gli interventi dei relatori nel canale ufficiale You Tube dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca.

Link utili

  
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- ultimo aggiornamento di questa pagina 08/04/2013